IL CANILE PER ANIMALI DISABILI E ANZIANI LANCIA LA CAMPAGNA DI ADOZIONE A DISTANZA
- Scritto da Maddalena Sella
IL CANILE PER ANIMALI DISABILI E ANZIANI LANCIA LA CAMPAGNA DI ADOZIONE A DISTANZA
Il canile “Il giardino di Quark” dell’Ente nazionale protezione animali “ Enpa ” è conosciuto a livello nazionale per accogliere e curare animali malati e vittime di violenza. Situato in località Cerreto, a Gattinara (Vc), al Giardino di Quark approdano animali da tutta Italia.
Ad esempio la cagnolina Fortuna, è arrivata da Salerno, dove gli avevano sparato sul muso a distanza ravvicinata, inoltre tagliandole una zampa: dopo le cure e la sistemazione del moncherino, il cane, ha trovato famiglia.
Il lieto fine però non è sempre dietro l’angolo: altri cani, di terza età, hanno poche possibilità di essere accolti in una casa; i volontari del rifugio li puliscono, cambiandogli il pannolone, rivestendo la cuccia in pvc affinchè, se non vedenti, non si facciano male contro le pareti del box, inoltre piazzandogli delle pedane per facilitare l’entrata e l’uscita da quest’ultimo, e somministrandogli i medicinali necessari.
Proprio perché difficilmente adottabili, per loro, l’Enpa spinge attualmente sull’adozione a distanza. Infatti, dal punto di vista economico, le spese di gestione degli ospiti sono altissime: << La tipologia di cani che ospitiamo nel Giardino di Quark richiede un approccio particolare ed un impegno costante – illustra la presidente Alessandra Boccalate – I cani vanno assistiti almeno 16 – 17 ore al giorno ed anche alla sera, almeno per un’oretta, qualcuno deve restare con loro; infatti, ad esempio, non si può pensare di lasciare da solo un cane che non riesce più a muoversi: bisogna pulirlo, mettergli le traversine affinchè non bagni la cuccia e trasportarlo fuori per fargli respirare l’aria fresca – prosegue – Nella maggiorparte dei casi si tratta di cani che non sono stati considerati per tutta la loro vita ed a cui noi cerchiamo di dare, almeno per il tempo che gli resta da vivere, le cure e l’affetto: siamo una “ casa famiglia ” >>.
L’Enpa lancia un appello a nome degli ospiti de “ Il giardino di Quark ” :
“Ciao, noi viviamo al Giardino di Quark, siamo anziani e diversamente abili. Sostienici con la tua adozione a distanza! Ci consentirai di avere tutto ciò che ci serve: cure mediche, farmaci e trattamenti, cibi speciali per la nostra salute, biancheria pulita nelle nostre casette, toelettature adeguate, ausili ortopedici e molto altro ancora…Abbiamo tutti alle spalle storie molto tristi. Siamo stati abbandonati, maltrattati, sfruttati….Ma il dolore e la delusione non ci hanno fatto perdere la fiducia nell’AMICIZIA. E qui al Giardino di Quark abbiamo trovato tanti veri amici che ci amano, ci stanno vicino, si prendono cura di noi giorno e notte. E ci sentiamo a casa.
Vuoi diventare anche tu un nostro GRANDE AMICO?
L’AMICIZIA è la cosa più IMPORTANTE per noi!!”
Per ulteriori informazioni è possibile contattare i numeri 335-5325836 / 347-1152388 oppure mandare una e-mail a borgosesia@enpa.org
.da L'INDIPENDENTE Ovest Ticino - Il giornalismo indipendente al servizio dei cittadini dell'Alto Piemonte del 7/09/2016 scritto da SABRINA MARRANO

L'11 febbraio 2000 alle 9 del mattino le zampe posteriori di Quark improvvisamente si fanno instabili e lui cammina sbandando. Dopo circa 2 ore è completamente paralizzato. La diagnosi che non lascia speranze arriva due giorni dopo: embolia fibro-cartilaginea. Inguaribile. La terapia non dà risultati; Quark ha perso per sempre l'uso delle zampe posteriori. Vuoi perché è un cane che è stato abbandonato, perché vive in un canile, perché è grosso, perché seguire un cane malato è un impegno gravoso, perché le cure costano, perché non sarà mai adottato, perché è un cane sfortunato... insomma i soliti buoni motivi per porre fine alle sue sofferenze (e alle nostre: che pena vederlo così!) c'erano proprio tutti! Né sono mancati i buoni consiglieri in questo senso! L'opinione più diffusa era: fatelo morire per pietà, perché Quark è stato abbandonato, perché vive in canile, perché non sarà mai adottato, perché è sfortunato, si merita qualcosa di più del solito ultimo gesto pietoso.